Senza ombra di dubbio stiamo parlando di una delle più grandi scoperte in campo tecnologico degli ultimi anni. Un sistema che permette di navigare su Internet senza bisogno di alcun cavo di collegamento. Ma come mai in Italia, a differenza di molti altri Paesi del mondo, non ha avuto una così grande diffusione in campo pubblico, ad esempio in spazi aperti come piazze, giardini pubblici oppure alberghi, stazioni, aeroporti o bar?
Il motivo è che in Italia esiste una procedura burocratica molto lenta e pallosa (è il termine più corretto) per cui il gestore che mette a disposizione la rete wi-fi deve tenere traccia di chi si collega, facendo una fotocopia dei documenti, carta d'identità o patente, mantenendoli accessibili per un eventuale controllo da parte della polizia. Tutto questo meccanismo è entrato in vigore con il decreto Pisanu del 2005, per far fronte al rischio terrorismo dopo l'attentato dell' 11 settembre (come se i terroristi non sapessero intrufolarsi in altre reti wireless o in altri sistemi...).
Devo dire che, a mio modo di vedere, questa legge determina un grosso rallentamento nello sviluppo tecnologico di questo Paese. Tieniamo ben in considerazione che norme così restrittive non sono presenti nemmeno in Paesi come gli Stati Uniti.
E' proprio in questa situazione che l'onorevole Cassinelli del PDL (sì, avete letto bene, sembra incredibile ma è davvero così) propone un piccolo cambiamento a questo sistema normativo: una volta collegati alla rete pubblica, ci si trovi di fronte una schermata che permetta di inserire il numero di cellulare della persona, dopodichè il sistema manda un sms con un codice che permette di avviare la navigazione. L'identificazione dell'utente avviene quindi attraverso i dati della carta SIM della persona che si è collegata.
Idea molto buona che permette di sveltire le procedure burocratiche di registrazione, non ci resta che sperare che venga approvata dagli organi di Governo...
Tommaso Galli Torrini





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